Una vasca, un pennello e 30 minuti: cosa succede quando a lavorare è un detergente enzimatico.
I filtri metallici esposti a oli e lubrorefrigeranti si intasano in fretta. La soluzione più comune è una macchina di lavaggio, ma per pochi pezzi o lavaggi occasionali è spesso sproporzionata. Abbiamo verificato in pratica se bastasse un detergente adatto, usando DD 4107, lo sgrassante protettivo anticorrosivo di A&B Laboratorios.

Il prodotto
DD 4107 è una miscela acquosa concentrata per uso professionale e industriale, completamente miscibile in acqua. Contiene tensioattivi non ionici (5-15%), tensioattivi anfoteri (meno del 5%) ed enzimi. Tra i componenti ci sono anche una piccola quota di 2-aminoetanolo (1-2,5%) e di idrossido di potassio (0,1-1%), che contribuiscono all’alcalinità. Il pH del concentrato è 10,6-11,4, quindi moderatamente alcalino. Non è infiammabile (punto di infiammabilità oltre 60 °C) e ha una densità di 1000-1050 kg/m³.
Il protocollo di applicazione lo indica per macchine di lavaggio e bagni ad ultrasuoni, da 15 a 60 °C, con dosaggio tra 0,5% e 5%. Oltre allo sgrassaggio, garantisce protezione anticorrosiva durante il lavaggio, un vantaggio quando si trattano pezzi in ferro e acciaio.

La prova
- Bagno: 5000 ml di acqua demineralizzata + 300 ml di DD 4107, per 5300 ml totali (concentrazione 5,7%).
- Temperatura: ambiente, circa 23 °C.
- Metodo: immersione del filtro, azione meccanica manuale con pennello per 5 minuti, estrazione.
- Avvio: ore 9:00. Fine del processo: ore 9:30, compreso il risciacquo.
La concentrazione usata, 5,7%, è leggermente superiore al 5% indicato come massimo nel protocollo di applicazione. Il test è stato fatto a temperatura ambiente, quindi ben al di sotto del limite di 60 °C previsto per il prodotto. Il detergente ha iniziato ad agire sui residui oleosi dopo pochi secondi. Il filtro è uscito pulito, mentre il bagno si è scurito. Sul fondo si sono depositati parecchi residui ferrosi.




Il risciacquo che fa la differenza
Dopo il bagno abbiamo risciacquato il filtro in sola acqua demineralizzata, con una semplice rotazione. L’acqua si è colorata quasi subito. Gli enzimi rimasti intrappolati nelle maglie hanno continuato a lavorare e hanno staccato altro unto. Nel risciacquo è comparso di nuovo precipitato metallico. Il filtro era già pulito all’estrazione dal bagno, ma il risciacquo ha rimosso altro sporco che non si vedeva.


Cosa succede al bagno dopo 48 ore
Abbiamo travasato il bagno esausto in un contenitore e lo abbiamo lasciato riposare. Dopo 48 ore la parte oleosa organica era completamente degradata e i metalli in sospensione si erano depositati sul fondo. Gli enzimi continuano a degradare oli e grassi anche a lavaggio finito.



Il vantaggio pratico è la durata del bagno. Il protocollo prevede di ritirare i surnatanti e rabboccare prodotto e acqua quando serve, invece di rifare il bagno da zero. Meno ricambi significano meno prodotto consumato e meno rifiuti.
Cosa serve (e cosa no)
Per pochi pezzi bastano una vasca, un pennello a setole o una spazzola e un detergente adatto. La macchina di lavaggio ha senso quando i lavaggi sono frequenti o i pezzi numerosi.
Sicurezza: il concentrato non è l’uso diluito
Il concentrato è classificato come irritante per la pelle (H315) e causa di gravi lesioni oculari (H318). La scheda di sicurezza indica guanti in nitrile (spessore 0,4 mm, tempo di penetrazione oltre 480 minuti) e occhiali panoramici contro gli schizzi. In caso di contatto con gli occhi bisogna sciacquare con abbondante acqua per almeno 15 minuti e rivolgersi a un medico. Il protocollo precisa che il prodotto pronto all’uso, in dosaggi inferiori al 10%, non è classificato come pericoloso e non richiede DPI. Conservazione tra 5 e 30 °C, lontano dal contatto con alimenti. Da evitare l’accostamento con acidi forti e con alcali o basi forti.
Ambiente
I tensioattivi del prodotto rispettano i criteri di biodegradabilità del Regolamento (CE) 648/2004 sui detergenti, e il prodotto non è soggetto a regolamentazione per il trasporto (ADR, IMDG, IATA). Il bagno esausto, però, contiene oli e metalli rimossi dal pezzo. Va quindi gestito come rifiuto secondo la normativa vigente, tramite un gestore autorizzato, e non scaricato nei corsi d’acqua.

